Il perché di un blog: istruzioni per l’uso.

Potrei spendere parole e parole sulle motivazioni che mi hanno spinto a compiere il passo che dicevo di voler compiere da tempo immemore: il lancio di un blog, il lancio del tanto decantato Piero Le Fou. Tuttavia, per questioni di economia e di convenienza inizierò col chiamare in causa il Maestro Yoda. Non esiste provare. Non esiste dire di voler fare e poi non attivarsi, ciò sembra costituire un controsenso. Eppure nel limbo si sta comodi e inoltre non è proprio cosa semplice gestire un proprio sito, a meno che non lo si faccia per gioco e si sia disposti a stancarsene dopo appena qualche settimana. Per chi voglia impegnarsi in qualcosa di serio, le manie di perfezionismo possono diventare acerrime nemiche; si finisce per rinviare tutto a data da destinarsi, a un prossimo futuro ideale in cui tutte le idee si schiariranno e ci si sentirà lucidi e preparati a far tutto. Ce ne ho messo di tempo per capire che ci si arricchisce anche (se non soprattutto) lungo il tragitto. Non si è mai completamente pronti prima; se lo si fosse, perché percorrerlo?

Era arrivato il momento di fare, e allora eccoci qui su Piero Le Fou. Come si può immaginare, il nome nasce non dalla passione la maschera carnevalesca di Pierrot né tanto meno dal paio di criminali francesi folli e così soprannominati, ma evidentemente dalla passione per il cinema e per la nouvelle vague, nonché dall’opportunità creatasi per via dell’assonanza fra il mio nome di battesimo e il titolo di uno dei capolavori di Jean-Luc Godard.

Il blog punta ad essere il centro propulsore di tutti i diversi interessi che da anni porto avanti con serietà e passione ma senza un vero e proprio sbocco concreto. Molto probabilmente non ne costituirà uno, di sicuro però il blog può aiutare me a far defluire tutto quanto riempia la mia capoccia, ad alleggerire la mia nota pesantezza e soprattutto a fungere, si spera, da biglietto da visita per tutti coloro che si interessino ai miei contenuti. Non un fine, ma un mezzo per. L’idea è quella di puntare fortemente su contributi legati al cinema e alla riflessione critica su di esso, senza per questo deprezzare gli stimoli e gli spunti che giungano da altrove, all’insegna di una molteplicità di proposte che arricchisca questo sito e ne rinnovi l’eventuale appeal, senza per questo perdere identità e focus. Ogni sezione ha una sua ragion d’essere, ampiamente espressa in calce di ciascuna di esse. Le riassumo in breve: Situazioni Critiche per la raccolta di recensioni, saggi e scritti dagli appuntamenti festivalieri; Vertigine Della Lista come contenitore di top, flop, best of ed elenchi più pittoreschi, tutti articoli facilmente fruibili e al passo con la perversione che si registra oggi verso questa modalità di scritti; all’interno di Cachet vi sono dei post di Facebook molto spontanei e immediati, reinterpretati per il formato blog; in Rumore Bianco trovate, infine, i podcast dei miei programmi radiofonici. Idealmente (ma ancora da collocare), ampio spazio riceveranno anche i media, i concetti legati alla comunicazione, le attività culturali svolte, monitorate e seguite dal sottoscritto nella città di Torino e non solo.

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