Di stagione in stagione

Non ho mai visto né mai avuto l’ardente desiderio di guardare Game Of Thrones, lo ammetto. Ciò nonostante, mi rimane difficile non avere un’opinione riguardo lo sdegno di buona parte della fanbase, nonché sulla mobilitazione di questa in favore di (im)possibili riscritture e reshooting del finale di serie. Fateci pace e meditate: di series finale pienamente soddisfacenti non ce ne sono tantissimi, si tratta di merce rara se non rarissima. Il discorso vale in particolar modo per serie così lunghe e senza voci davvero forti che si impongano sui regimi produttivi (chiamasi Showrunner, in questo caso con la s maiuscola, a segnalare gli attributi e l’autonomia ricevuta/conquistata da questo o quel network). Che so, un Joss Whedon, un David Chase, un Matthew Weiner, un Vince Gilligan piuttosto che un team, il quale magari varia anche di anno in anno. Più che altro, bisognerebbe chiarire meglio cosa si intende per “soddisfacente”. Ci soddisfa perché ci rassicura? Perché i nostri cocchi belli che abbiamo amato per anni (perché magari, sotto certi aspetti o caratteristiche, ci rassomigliano) sono esattamente dove li volevamo? Oppure la soddisfazione dipende dall’onestà intellettuale, dalla bontà di scrittura di questo o quel determinato arco che volge al termine con “naturalezza”? Abbiamo un uso del testo da un lato, un’interpretazione del testo dall’altro (Umberto Eco docet).

Chiarita questa distinzione, io voglio sperare che le critiche arrivino soprattutto dagli interpreti, più che dagli utilizzatori/consumatori. E voi lettori, dove vi collocate? Siete fra i secondi, ad esempio, se avete pensato “8 anni buttati per sto finale di m***a?”, perché vuol dire che del viaggio non ve n’è mai fregato nulla (per molti difatti sarà durato al massimo un mese di bingewatching). Se invece vi fa male perché siete davvero estimatori della prima ora, vi sentite interpreti ma comunque non avete gradito la direzione artistica e narrativa intrapresa, allora vi dico: guardatevi tutta l’ultima stagione e il finale di Dexter (spoiler here) e poi ne riparliamo. Già che ci sono, ribadisco ancora una volta quanto mi è capitato di sostenere tantissime volte nei dibattiti con gli amici e compagni di divano seriale: attirandomi le ire e gli urli munchiani dei “fan”, ritengo ad esempio che How I Met Your Mother abbia un bel finale (avete capito bene, sì). Se non bello, almeno accettabile. In quel caso, a mio parere fu il “come” a lasciar desiderare, non necessariamente il “cosa”, ma questo è un discorso da affrontare altrove e possibilmente disarmati.

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