“Ma che stamo, all’Uci?”

La citazione colta che va a titolare questa sorta di bilancio post-festival privo di pretese è tratta da un passante di professione, non mi aspetto che essa stia a rappresentare la maggioranza degli appassionati di cinema presenti a Venezia né tantomeno quella degli addetti ai lavori. Tuttavia mi pare sintetizzi almeno lo stato d’animo di alcuni di noi, pochi (a essere onesti) e rosiconi, del tutto interdetti dal verdetto finale elargito da Lucrecia Martel e soci: Joker di Todd Phillips Leone D’Oro. Non convincono poi la stra-grande maggioranza delle altre premiazioni della Selezione Ufficiale, quasi senza eccezioni (almeno J’Accuse di Roman Polanski porta a casa un Gran Premio Della Giuria che sa tanto di contentino). In definitiva, il sentore è che un brutto finale conferitoci da giurati evidentemente ubriachi di Spritz corretti (con qualche sostanza psicotropa) pregiudichi inevitabilmente quello che fino ad allora era stato un film gradevole, seppur non eccezionale. Per quanto mi riguarda purtroppo, questo mio secondo anno al Festival Di Venezia può essere definito come un sequel riuscito a metà. Mi restano tanti bei momenti e diversi bei lungometraggi, nonostante ciò è forse mancato il vero innamoramento filmico da festival (il Nuestro Tiempo, per intenderci). A parte forse James Gray, una delle poche certezze de mi vida.

Top10 non necessariamente ordinata:
1) Crash restaurato con David Cronenberg presente in sala
2) Stretta di mano e breve scambio con Pedro Almodóvar, fresco fresco di Leone D’Oro Alla Carriera
3) Fabrizio Ciavoni che descrive con vigore la scena più brutta di Dunkirk
4) Ogni morso del panino Briez Taylor del Palabiennale


5) Il trionfo di Yonfan vissuto in sala stampa: surrealismo puro
6) Lo sforzo di resistere alle lacrime durante il documentario su Claudio Caligari
7) Il timer della mia fotocamera che rallenta il selfie con Stellan Skarsgaard
8) Le divine Mariana Di Girolamo ed Elizabeth Debicki, ex aequo
9) La leggenda di Omar Franini, l’accalorato super fan di Andrea Riseborough
10) Tutti coloro che hanno riempito questi giorni scambiando quattro chiacchiere col sottoscritto. Se state leggendo: mi avete arricchito, divertito e perché no, a volte anche annoiato e irritato. Del resto tutto fa brodo. Mai fatto un Festival avendo intorno un così alto capitale sociale, mi ricorderò di tutti. Ad Astra semper!

10+1) La dormita che mi son fatto durante Gloria Mundi
Ah, 10+2) Terry Gilliam nello stesso spazio-tempo di Achille Lauro
10+3) Antonio Razzi avvistato fuori dall’Hotel Excelsior

Ranking:
**** – J’Accuse, Ad Astra, Ema, La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta, Martin Eden
***1/2 – Marriage Story, The Laundromat
*** – Waiting For The Barbarians, Guest Of Honour, Joker, Saturday Fiction
**1/2 – La Veritè, The Perfect Candidate, Wasp Network, Babyteeth
*1/2 – No.7 Cherry Lane (pronto a ritrattare quando avrò capito anch’io cosa ci hanno visto gli studiosi)
* – The Painted Bird
s.v. – Gloria Mundi
n.v. – Il Sindaco Del Rione Sanità, About Endlessness, A Herdade

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