Più Gusto: dalla peggiore alla migliore

Oramai si fanno classifiche su qualsiasi cosa, non a caso qui sul blog vi è una sezione interamente dedicata alle liste e alle graduatorie. Perciò mi sono detto: perché non farne una su un argomento di cui mi ritengo massimo esperto? L’uscita della nuova tipologia Più Gusto – Porchetta Alle Erbe mi porta infatti a ripercorrere la storia di questo particolare genere di patatine.

Prima di tutto, iniziamo col dire che, in un’epoca remota di cui non abbiamo conservato memoria, le Più Gusto si dividevano in 4 tipologie: Pomodoro (colore del package: rosso), Campagnola (Blu ceruleo), Grigliata (bordeaux), Vivace (giallo). Questo quartetto storico è stato, oramai da qualche anno, demolito quasi nella sua interezza. Fa eccezione la Vivace, unica superstite immotivata di un’ecatombe a cui non riesco al momento ad attribuire una datazione. Se Pomodoro ha lasciato spazio al gusto meno virulento di Pomodorino di Stagione, non vi è purtroppo più traccia né di Campagnola, né di Grigliata, patatine a loro modo uniche e dalla forte identità. Personalmente, sento molto la loro mancanza e il loro carattere rustico e selvaggio, va da sé il considerare la loro dipartita una macchia indelebile sulla reputazione del brand.

Per non dimenticare.

Il nuovo corso si basa invece, da qualche anno, sull’istituzione di un concorso aperto al pubblico in cui è possibile comporre nuovi abbinamenti scegliendo fra i più disparati ingredienti. I vincitori, oltre a ottenere premi in denaro e vacanze in luoghi esotici, vedranno le proprie patatine essere premiate dal lancio sul mercato, in genere in Limited Edition, o in modo permanente in base al gradimento e alle vendite. La squadra titolare è attualmente composta dai summenzionati Pomodorino di Stagione e Vivace, ai quali si aggiungono Lime & Pepe Rosa (verde chiaro), Cuore di Zenzero (arancio), Paprika & Mango (viola).

Tuttavia, questo quintetto non rende conto di tutti i vincitori del concorso che non hanno attecchito sul mercato, rivelandosi così dei clamorosi passaggi a vuoto, tipologie di patatine destinate a vita breve e a oblio duraturo, mai davvero rimpiante (ad eccezione di Menta & Peperoncino). Trovate tutte queste patatine nella graduatoria completa stilata a mo’ di (più) gusto personale, qui di seguito:

13 – Cocco & Curcuma: voto 3
Attività: OFF

Tentativo di creare una formula estiva e rinfrescante ma dal richiamo esotico, Cocco & Curcuma si è rivelato un totale buco nell’acqua durato il tempo di una stagione, nonché il punto più basso raggiunto dalla linea Più Gusto. Qualcuno ricorda ancora di averle assaggiate? Io purtroppo sì, sebbene non abbia mai effettivamente visto dal vivo il pacchettone da 100g ma bensì solo quello piccolo che si trova più spesso nei bar o ai distributori. Una manciata di patatine furono abbastanza per evitare di volerci mai più tornare sopra.

12 – Wasabi & Mela Verde: voto 4
Attività: OFF

Ai selezionatori del concorso non si può negare la voglia di premiare la sperimentazione e il coraggio, ma anche le Wasabi & Mela Verde rappresentano un passo falso quasi immediatamente corretto grazie al ritiro dal mercato. L’assonanza cromatica aveva una sua attrazione, tanto che ricordo con entusiasmo e hype il primo pacchetto acquistato durante il Festival Di Venezia 2018. Fu una delusione atroce, col wasabi prima donna assoluta che si mangia la povera mela a colazione. Ci sarà un motivo se sul sushi ne mettiamo giusto una puntina, no?

11 – Fior Di Senape: voto 5.5
Attività: OFF

Qui casca l’asino, ovvero io. Il fatto che questa classifica sia redatta a partire dal mio unico e insindacabile gusto personale non deve mai passar di mente al gentile lettore il quale, in questo caso, deve essere messo al corrente del fatto che la senape e io non andiamo per niente d’accordo. Alcuni dissentiranno e si troveranno a rimpiangere le Cuor Di Senape, io no di certo. Riconoscendo la mia poca obiettività, assegno un’insufficienza comunque onorevole perché incredibilmente qualche pacchetto ricordo di averlo consumato.

10 – Salame & Finocchietto Selvatico: voto 6
Attività: OFF

Entriamo ufficialmente nella zona di sufficienza in cui, va riconosciuto, la patatina Più Gusto diventa compagna gradita nelle più sparute occasioni, che siano aperitivi, snack o addirittura, diciamocelo, veri e propri pasti sostitutivi in tempi di fame chimica. Tuttavia, Salame & Finocchietto Selvatico non mi fece innamorare, non superando quel grado di curiosità iniziale che ogni nuova Più Gusto porta con sé. Quasi del tutto dimenticata, a livello filologico questa patatina torna oggi di rilevanza in vista del nuovo ingresso Porchetta Alle Erbe, la quale dovrebbe esserne una diretta discendente.

9 – Vivace: voto 6
Attività: ON

Giungiamo al primo vero colosso, apprezzatissimo da tanti e forse unico esemplare della linea Più Gusto ad aver ambito al cielo del mainstream, ovvero la famiglia di patatine generaliste quali Classica, Rustica e così via. Vivace rappresenta infatti la patatina trasgressiva per tutti i mollaccioni che di fronte alle altre Più Gusto si spaventano ma che, almeno una volta nella vita, vogliono provare l’ebbrezza di essere andati fuori dal sentiero del conformismo. Se resiste ancora un motivo ci sarà, mi sono detto; eppure non riesco a perdonare a Vivace il fatto di essere sopravvissuta alle sue storiche compagne, le quali difatti si trovano molto più avanti in classifica.

8 – Pomodorino Di Stagione: voto 7
Attività: ON

Mi sento quasi in contraddizione a inserire Pomodorino Di Stagione così in fondo, nella parte bassa della classifica, dal momento che finisco comunque per sceglierle abbastanza spesso. É evidente che voglio far pagare a queste patatine uno scotto pesante su cui non riesco a passare sopra: il fatto di essere le figliocce di Pomodoro. Non solo ne traggono il colore rosso del package ma vanno addirittura a falsificare la memoria storica, attuando una vera e propria sostituzione ai suoi danni, tanto da portare in molti a credere che Pomodoro non sia mai esistita. É vero, queste patatine sono più mediterranee, meno ketchuppose e dunque meno sporcaccione, il problema è che finiscono per essere anche meno efficaci.

7 – Lime & Pepe Rosa: voto 7.5
Attività: ON

Da qui in poi ogni patatina raggiunge un livello molto alto (cosa che evince dalle votazioni): l’acquisto e il consumo, determinati dalle voglie del momento, vengono comunque compiuti senza rischi di insoddisfazione. Lime & Pepe Rosa debutta sul mercato insieme a Menta & Peperoncino e a Fior Di Senape in quello che è il primo vero restyling della linea e dimostra, grazia alla tenuta negli anni, di aver attecchito notevolmente sul pubblico: a differenza delle due colleghe, non solo si conferma tutt’oggi nel team ufficiale, ma viene addirittura copiata di peso dai brand secondari afferenti ai supermarket, e questo la dice lunga. Come se non bastasse, segna l’inizio della tendenza al connubio ingrediente fresco+ingrediente speziato, aggressivo. Associo a questa patatina un notevole grado di classe ed eleganza che ne favoriscono l’ingresso (o quasi) nel mainstream, però preferiscono il grado di intensità maggiore delle patatine seguenti.

6 – Menta & Peperoncino: voto 7.5
Attività: OFF

É proprio con Menta & Peperoncino che provo a motivare ulteriormente quanto appena detto per le Lime & Pepe Rosa. Anche qui ci troviamo di fronte allo stesso tipo di abbinamento, quindi simili caratteristiche, ma l’esperienza risulta essere di livello superiore. Spiace dirlo agli amanti di Lime & Pepe Rosa, ma queste patatine davano una soddisfazione grandissima grazie alla forza del sapore del peperoncino (rispetto ad un pepe rosa forse soggiogato dal lime) il quale però, tutt’ad un tratto, viene avvolto e riequilibrato dalla folata di menta tanto gradita quanto inesorabile. Patatina mai abbastanza rimpianta.

5 – Cuor Di Zenzero: voto 7.5
Attività: ON

Cuor Di Zenzero, patatina rivoluzionaria. Altro che Limited Edition, questa patatina ha saputo stroncare sul nascere tutti gli scettici guadagnandosi una meritatissima conferma nella squadra titolare. Io stesso non solo continuo a usufruirne spessissimo, ma noto addirittura come questa tipologia riesca quasi (e ripeto quasi) a far tacere l’imperante senso di colpa dovuto al fatto di consumare un alimento che, forse a questo punto è il caso anche di dirlo, non necessariamente riveste il ruolo di cibo più salutare in platea. Ebbene, lo zenzero, simbolo nell’era del new age e sinonimo di miracolo e di toccasana per diverse sintomatologie, risulta qui essere benefico persino per la reputazione maligna della patatina. Una paraculata? Sì. Una buona paraculata? Pure. Da provare con lo Spritz, come suggerito dal retro-package che a volte, oltre a proporre filastrocche ardite, ci azzecca pure.

4 – Paprika & Mango: voto 8
Attività: ON

Ci avviciniamo al podio con quella che rappresenta forse la mia sorpresa più grande, grande a tal punto da temere per la sua incolumità. Credo infatti che la nascita di Porchetta Alle Erbe possa mettere in serio pericolo la permanenza di Paprika & Mango nel team. Eppure questa patatina è riuscita a stregarmi laddove Wasabi & Mela Verde (quella dall’identità più simile) fece fiasco, ovvero il matrimonio frutto+spezia. Patatina apparentemente grossolana, esagerata, ma a suo modo stilosa e dal grande carattere. Se Wasabi & Mela Verde era una patatina kitsch, Paprika & Mango è una patatina camp. La paprika sulle patatine non è di certo una novità, tanti marchi ne fanno sfoggio, ma il tocco di mango si sente abbastanza da fornire quel grado di novità e, di nuovo, di freschezza tale da offrire un connubio molto verace e passionale, purché non si soffra della sindrome del colon irritabile. Lì ci andrei piano.

3 – Grigliata: voto 8
Attività: OFF

Giungiamo finalmente al podio rendendo omaggio al terzetto di Più Gusto storiche, le uniche e indimenticabili. Si parte con Grigliata: una botta di vita, come strafogarsi ad un imponente barbecue all’aperto, stessa sensazione. Con queste patatine da podio bisognava essere cauti: tu pensavi di dominare loro ma erano loro a dominare te. Chiedete ai palati che hanno provato a sfidarle. Nonostante io non abbia mai effettivamente compiuto un esagerato consumo di Grigliata, quelle volte in cui mi trovavo a sceglierle diventavano scorpacciate memorabili. Un plauso a queste patatine incontenibili e temute, degne rappresentanti del nome Più Gusto.

2 – Campagnola: voto 8.5
Attività: OFF

Giunti alla medaglia d’argento, scatta la commozione e la nostalgia pura dei ricordi legati ai nostri junk food preferiti. Un pacchetto di Campagnola, rigorosamente intero, e neanche 4 dentifrici diversi riuscivano a sopprimere la stretta di un sapore che si legava al tuo palato senza lasciarlo mai più. Ma qual era, poi, l’effettiva composizione di questa patatina? Io non ho mai letto con attenzione gli ingredienti, convinto che il mistero dovesse rimanere tale o forse ancora più convinto del fatto che queste patatine sarebbero durate in eterno, dunque di tempo ce ne sarebbe stato, per scoprire l’arcano. Solo qualche formaggio unito all’erba cipollina o c’erano altri ingredienti presenti? Sour cream? Non lo sapremo mai, non ci resta che piangere e sforzarci di non dimenticare quel sapore sprezzante nei nostri confronti, quello della patatina più maiala mai esistita.

1 – Pomodoro: voto 9
Attività: OFF

Signore e signori, eccoci giunti sul trono: Pomodoro rappresenta senza alcun dubbio l’apice toccato da Più Gusto, ingiustamente ripudiato per abbracciare la formula più lieve e meno d’impatto denominata, come detto, Pomodorino Di Stagione. Un pacchetto di patatine Pomodoro era per me l’esperienza più intensa possibile: un gusto semplice, quello del ketchup, sicuramente molto comune e riscontrabile in quasi tutti i marchi del settore (dove però è la patata in sé a essere scadente), eppure allo stesso tempo focoso, potente e insostituibile per tutti coloro che volessero unire la soddisfazione della patatina a sensazioni forti e travolgenti. Dove Grigliata e Campagnola rischiavano di tramortire e spaventare, Pomodoro era capace di accarezzare: pur rimanendo una Più Gusto senza se e senza ma, dunque una patatina aggressiva, teneva bene a mente il limite della piacevolezza, non eccedeva, e trovava così maggior pubblico con un equilibrio perfetto. Un amore mai sopito.

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